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giovedì, 16 ottobre 2008

Anche se tutti, noi no!

A prescindere dalle appartenenze c'è ancora chi non si fa confondere le idee dalle vittorie e dai proclami. Chi tace acconsente, chi dimentica fa il "loro" gioco...


postato da: casualupiae alle ore 18:06 | link | commenti (2)
categorie: pensieri liberi, ultras life
martedì, 14 ottobre 2008

Giornalisti e giornalai

Chi imbastisce articoli preconfezionati e trasmissioni sensazionalistiche, purtroppo, ottiene lo scopo di influenzare l'opinione pubblica. Soprattutto quando (s)parlano degli ultras. Basta vedere i romanzi mediatici scritti dopo i "fatti" di Roma-Napoli e di Bulgaria-Italia, sostenuti e gonfiati senza essere neanche presenti sul posto. Spesso però, per loro sfortuna, basta affacciarsi un pò oltre il muro dell' "informazione" commissionata per vedere che la realtà è ben diversa da quella che ci propinano...

postato da: casualupiae alle ore 18:32 | link | commenti
categorie: verità nascoste
giovedì, 09 ottobre 2008

Qualcosa si muove

Non siamo certo tipi da facili sentimentalismi, ma il dramma di Stefano Borgonovo è di quelli che colpiscono. Un dramma come tanti altri è vero, un dramma che attira maggiormente perchè amplificato dalla cassa di risonanza televisiva ed anche questo è vero, ma non si può non riconoscere il significativo gesto di questo sfortunato ragazzo che ha messo davanti agli occhi di tutti la terribile malattia della Sla  per raccogliere fondi per la ricerca che, come è facile intuire, non gode di una adeguato sostegno a causa di una poco considerevole diffusione tale da disinteressare le case farmaceutiche... Questo è il mondo lercio in cui viviamo. Altro merito, se così si può dire, di Borgonovo è quello di aver scosso qualche coscienza per portare finalmente alla luce quegli accostamenti tra calcio e abuso di farmaci di cui spesso si è parlato ma senza che mai nulla  trapelasse. Roberto Baggio e Massimo Orlando si sono fatti portavoce di questa paura diffusa ma da tutti celata, parlando a chiare lettere... Intanto il nostro sincero, forte applauso va a Stefano Borgonovo.


Massimo Orlando, parole forti che fanno rima con omertà: "Stefano non è l'unico calciatore malato, è ora di chiedere certe cose ai dottori..."

Duro attacco dell'ex calciatore viola al sistema.

Il coraggio di Stefano Borgonovo ha avuto un primo risultato tangibile: dopo anni di silenzi, di verità sapute ma taciute, il mondo del calcio sta in iniziando a vuotare il sacco e a parlare di Sla. Sino a ieri era qualcosa che non si poteva dire, una parola tabù: ora la si può affrontare e denunciare.

E, con essa, il mondo del calcio che Massimo Orlando, ex calciatore e compagno di Borgonovo tra i protagonisti della partita di ieri, ha attaccato duramente scoperchiando il pentolone: "Nel calcio c'è troppa omertà - attacca subito - è arriva­to il momento di parlare con i dottori che curavano il nostro fisico, fare loro delle domande, capire se c’erano medicine a ri­schio che ci davano".

Infine la rivelazione: "La verità è da incubo. Stefano è uno dei pochi ad aver reso pubblica la sua malattia ma vi posso assi­curare che ci sono altri giocato­ri nelle sue stesse condizioni che preferiscono tenere nasco­sto il loro dramma. E, purtrop­po, presto lo scopriremo".

postato da: casualupiae alle ore 23:16 | link | commenti (2)
categorie: verità nascoste
giovedì, 25 settembre 2008

La resa dei conti

C'è poco da commentare. Quello che si può sottolineare è il costante accanimento a determinate latitudini, a maggior ragione se dovessero emergere altre assoluzioni.



da Lecceprima.it


Lecce: quindici gli ultrà sotto processo. Un proscioglimento

Finiscono sotto processo quindici supporter del Lecce, che farebbero parte del cosiddetto gruppo di tifosi, denominato “Ultrà Lecce”. M. V., 32enne di Lecce e Y. P., di 21, residenti nel capoluogo, hanno patteggiato la pena a sei mesi di reclusione, mentre V. B., 34enne di Presicce, è stato prosciolto per il non luogo a procedere e S. M., di Lecce, è stato completamente prosciolto. In quindici, invece, dal prossimo 11 novembre dovranno comparire davanti ai giudici della seconda sezione penale. A. D.M., 33enne di Lecce, M. C. di 32 e R. O., 37enne di Morciano di Leuca, secondo le indagini, durante la partita di campionato di serie B 2006-2007, Lecce-Piacenza, mediante minacce e violenza, avrebbero condotto gli spettatori dell’anello superiore della curva Nord ad abbandonare il proprio posto a sedere indicato nel biglietto di accesso, istigando pubblicamente i tifosi alla disobbedienza delle leggi che regolano l’ordine pubblico.

Sempre secondo le accuse, M. V., S. M., S. S., T. C., G. S., Y. P., R. D., M. Q., A. B., S. L. e A. C., nel pre-partita di Lecce-Bari, valevole per il campionato di serie B, il 16 dicembre scorso, avrebbero raggiunto l’area sud dello stadio “Via del Mare” dove stazionavano i tifosi biancorossi e avrebbero lanciato all’indirizzo delle forze dell’ordine pietre, bottiglie di birra ed altri oggetti contundenti. E. F., 25enne di Lecce, invece avrebbe lanciato all’interno del terreno di gioco nel corso del match Lecce-Treviso un fumogeno. M. C. e A. D. M. sono stati invece prosciolti dall’accusa di aver reso difficoltoso il proprio riconoscimento coprendosi il volto mediante l’uso di sciarpe e cappucci. I rinvii a giudizio sono stati disposti dal Gup del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro su richiesta del pubblico ministero Marco D’Agostino. Il ministero dell’Interno e l’Unione Sportiva Lecce, nel processo, non si sono costituiti parte civile. Il pool di avvocati è composto dai legali Giuseppe Milli, Andrea Sambati, Angelo Benedetto e Fabio Valenti.

Un proscioglimento, dunque, ed è quello del leccese S. M. L’avvocato Giuseppe Milli, a tale proposito, ha voluto chiarire alcuni passaggi. “Già Il Tar nel novembre del 2007 aveva ridotto, nel caso del signor Melli, la sanzione del Daspo da tre anni ad uno (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4808). Ora in istruttoria è stato disposto il non luogo a procedere. Se si fosse agito nell’immediato contradditorio, con il rito direttissimo, come peraltro previsto dalla legge, non si sarebbe avuto oltre al danno, anche la beffa. Il signor M., professionista affermato e conosciuto in città, è stato messo alla gogna ed esposto al pubblico ludibrio, comparendo su giornali e televisioni, quando la sua estraneità ai fatti sarebbe potuta emergere fin da subito. Invece, anche con la pena alleggerita - prosegue il legale -, per un anno è stato costretto a presentarsi in questura perché sottoposto al divieto di accesso agli stadi con all’obbligo di firma. Si è dovuto recare anche a Ferragosto ad apporre la firma, con pregiudizio della sua libertà personale. Ed è questo l’aspetto più vessatorio. Senza considerare che ha dovuto spendere soldi per difendersi in sede penale e proporre ricorso in quella amministrativa: parcelle di avvocati e 600 euro di bolli”.
postato da: casualupiae alle ore 17:35 | link | commenti
categorie: terraces
venerdì, 12 settembre 2008

Senti chi parla...

Il ministro dell'interno Roberto Maroni, colui che denuncia la presenza di 800 pregiudicati e 27 vicini alla camorra tra i napoletani recatisi a Roma, nel 1997 è stato condannato in Cassazione a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Il reato contestato è stato commesso in Milano il 18 settembre 1996 durante una perquisizione disposta dal Procuratore della Repubblica di Verona  presso la sede federale di Milano della Lega Nord. Quindi un pregiudicato anche lui. Se poi volesse spiegare come mai i 27 "vicini alla camorra" erano a passeggio piuttosto che al fresco e magari riferisse anche quanti altri pregiudicati e  conclamati vicini a personaggi mafiosi siedono con lui in Parlamento, sarebbe di certo più credibile... Mentre al Presidente della Lega che propone gabbie per i tifosi all'interno degli stadi, oltre che la sua faccia, risponde per lui il suo "spassoso" curriculum...


Tratto da www.boysparma1977.it

Antonio Matarrese 

Antonio Matarrese nasce ad Andria, in provincia di Bari, il 4 luglio del 1940.
Laureato in Economia e Commercio è Dottore Commercialista.
Nel 1976 si candida nelle liste della Democrazia Cristiana (DC) ed è eletto deputato (carica che manterrà, ininterrottamente, per cinque legislature).
Nel 1977 diventa presidente dell'A.S. Bari Calcio.
Nel 1979 è eletto Consigliere Nazionale della Lega Calcio e, nel 1980, Consigliere Federale della FIGC.
Nel 1982 viene eletto Presidente Nazionale della Lega Calcio e Vice Presidente della F.I.G.C..
Ai Mondiali di Spagna, dopo Italia-Perù 1-1, dichiara: "Questa squadra è una vergogna, è vecchia per fantasia e voglia di vincere. Mi verrebbe voglia di scendere negli spogliatoi e prendere tutti a calci nel sedere." Ciononostante, dopo Italia-Brasile 3-2, corre negli spogliatoi per l'eventuale foto ricordo, incurante degli sberleffi di alcuni azzurri. Prima della finale, da buon democristiano, è pronto a salire sul carro dei vincitori: "Vi è stato un richiamo alla responsabilità e i giocatori l'hanno sentito. Questa nazionale ha insegnato parecchio ed ha ancora parecchio da insegnare a tutti. Merita rispetto e tanti onori, perché sta raccogliendo i frutti d'un lavoro ininterrotto".
Antonio Matarrese rimane alla guida dell'A.S. Bari fino alla sua elezione a presidente della Lega Calcio, poi passa le consegne al fratello Vincenzo. Il Bari, alla fine della stagione 1982/83 è ultimo in Serie B. Ma, con Don Tonino alla guida della Lega Calcio, le cose cambiano.
Nella stagione 1983/84 il Bari sbanca il Girone B di C1, conquistando 45 punti e il primo posto. L'anno dopo, grazie ad una quantità industriale di rigori e a tante decisioni arbitrali favorevoli, la società di Antonio Mataresse punta direttamente alla Serie A.
Il 3 febbraio 1985 si disputa PARMA-Bari. Il PARMA lotta disperatamente per non retrocedere, il Bari per la promozione. L'arbitro assegna un rigore (tanto per cambiare) al Bari ma, stranamente, Edi Bivi sbaglia. A 11 secondi dalla fine, contro tutti i pronostici, il PARMA sta vincendo per 3 a 0. A quel punto, l'arbitro Pezzella di Frattamaggiore (NA), sospende la partita per nebbia. Nulla si può, contro il Bari di Don Antonio Matarrese.
Il Bari, in due sole stagioni, passa dalla C1 alla A.
Antonio Matarrese, nel 1988, è eletto Presidente della FIGC (manterrà tale carica fino al 1996), Componente Comitato Esecutivo UEFA e Consigliere Nazionale del CONI.
Alla fine degli anni '80 l'impresa di costruzioni Matarrese, insieme ad altre, presenta i piani di lottizzazione per Punta Perotti. Si vuole costruire un immenso complesso immobiliare alla periferia sud di Bari. 300.000 metri cubi di cemento a poche decine di metri dalla battigia. Ovviamente è illegale, ma a Bari, nel '95, concedono comunque le licenze edilizie. L'ecomostro sarà abbattuto nell'aprile del 2006.
Nel 1990 si disputano i mondiali in Italia. A Bari s'inaugura lo stadio San Nicola, dove si giocheranno - guarda caso - vari incontri, tra cui la semifinale per il terzo e quarto posto.
Nel 1991, sempre Bari, ospita la Finale della Coppa dei Campioni.
Nel 1992, Antonio Matarrese, diventa Vice Presidente della UEFA (Calcio Europeo) e Componente del Comitato Esecutivo della FIFA.
Nel 1994 è eletto Vice Presidente della FIFA e Membro del Comitato d'Organizzazione della Coppa del Mondo.
Nel 1997 presiede i XIII Giochi del Mediterraneo che si svolgono a... Bari.
Nel 1998 viene rieletto Vice Presidente della FIFA e presiede la Commissione Mondiale Stadi e Fair Play, dove si occupa del Mondiale 2002. Sempre nel 1998 riceve un avviso di garanzia dai magistrati che indagano sul doping, per aver arrecato ingiusto profitto a club o calciatori occultandone la positività.
Nel 1999 viene eletto Presidente delle Leghe Calcio Europee e a giugno dello stesso anno si candida come presidente della Provincia di Bari.
Nel luglio del 2000 è condannato dal Tribunale di Roma a sei mesi per abuso d'ufficio, in seguito all'iscrizione irregolare del Torino al campionato del 1993. Dopo tante vicissitudini, può finalmente fregiarsi del titolo di pregiudicato.
Nel 2001 Bari diventa sede della Meridian Cup (Manifestazione calcistica intercontinentale Under 17, Europa-Africa).
Nel 2002, Galliani e Matarrese, ambiscono entrambi alla carica di presidente della Lega Calcio. Dopo le prime tre elezioni (primo scrutinio: Antonio Matarrese 18, Galliani 15, Zamparini 1, schede bianche 1; secondo scrutinio: Antonio Matarrese 18, Galliani 16, schede bianche 1; terzo scrutinio: Antonio Matarrese 16, Galliani 16, schede bianche 3) decidono d'accordarsi. Galliani presidente, Antonio Matarrese vicepresidente vicario (carica che manterrà fino al giugno 2005).
Nel 2003, Antonio Matarrese, è eletto Segretario Provinciale di Bari dell'Udc e presidente di Gioco Calcio, piattaforma televisiva che tenta di rompere l'appena nato monopolio di Sky.
Antonio Matarrese, nel 2004, si presenta candidato per l'Udc alle elezioni europee. Non viene eletto ma a Bari raccoglie 14.185 voti. Lo stesso anno è nominato presidente dell'Unire, l'Unione nazionale incremento razze equine, carica che mantiene fino al maggio del 2005. Sempre nel 2004 è indagato dalla Procura di Roma, nel corso dell'inchiesta sui bilanci gonfiati di alcune società.
Nel 2006, i carabinieri del Nucleo operativo di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sul calcio, scrivono, nel loro rapporto, che la Gea, sotto la costante ed attenta guida di Luciano Moggi, ha interessi diretti anche nell'AS Bari dei Matarrese (il cui presidente è sempre Vincenzo, fratello di Antonio).
Ad agosto 2006, appena eletto presidente della Lega Calcio, lancia un messaggio al governo in merito al contrattazione collettiva nella vendita dei diritti televisivi: "Qualsiasi provvedimento va deciso con noi. Non è consentito a nessuno decidere per la Lega". Per Don Tonino la Lega non deve sottostare alle leggi del Parlamento ma viceversa. E sullo scandalo del calcio? "E' stato tutto troppo frettoloso, il calcio bisogna conoscerlo, non si può entrare con presunzione".

postato da: casualupiae alle ore 16:33 | link | commenti (4)
categorie: pensieri liberi, calcio marcio