
LONDRA, 28 novembre 2007 - C'è anche il tecnico del Portsmouth Harry Redknapp tra le cinque persone arrestate dalla polizia londinese nell'ambito dell'inchiesta sulla corruzione nel calcio inglese. Secondo quanto riporta
CINQUE FERMI - Oggi





Da LeccePrima.it
L’Ultrà? Estraneo ai fatti. Tolta la diffida
Il pronunciamento del Tar di Lecce spazza via le ombre. S. D. M. non dovrà più firmare in questura e potrà tornare allo stadio. E' uno dei tanti ultrà leccesi che la scorsa stagione è stato diffidato a seguito di episodi di varia natura avvenuti dentro o intorno allo stadio Via del Mare. Secondo le accuse, durante la gara Lecce-Piacenza dello scorso anno, avrebbe istigato altri tifosi in curva Nord, cercando di condurli nel settore inferiore per una protesta collettiva contro il decreto Amato da poco entrato in vigore. Pesantissima la sanzione comminata: tre anni con obbligo di firma. E quasi sei mesi li ha già scontati. All’epoca dei fatti D. M. si rivolse, come molti altri ultrà leccesi, all’avvocato G. Milli. Che ha deciso di ricorrere dinnanzi al Tar di Puglia. Ieri, la decisione: accolta la domanda cautelare di sospensiva.
Il Tar di Puglia ha poi vagliato anche il caso di un altro ultrà. Si tratta di S. M. Anche per lui, tre anni con obbligo di firma. I fatti riguardanti M. si riferiscono ad un’altra gara interna del Lecce della passata stagione, quella con il Napoli. Nell’occasione sarebbe stato visto dalle forze dell’ordine con il volto travisato insieme ad altri ultrà e successivamente riconosciuto. M. non avrebbe partecipato a particolari azioni, ma sulla base della normativa che vieta il travisamento in luogo pubblico è comunque stato passibile di Daspo.
In questo caso, il Tar ha ridotto il divieto di acceso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive da tre anni ad un anno, applicando la misura di “adeguatezza e proporzionalità” della sanzione, rispetto ai fatti contestati. Particolare soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Milli: “E’ un grande risultato, in un clima da caccia alle streghe, che ristabilisce il senso di giustizia in un mondo, quello degli ultras, troppo frettolosamente messo all’indice e considerato eversivo e criminale”.
Non bastassero giornalisti, politicanti, vallette e improbabili opinionisti, ora anche i rappresentanti di alcune curve si accomodano in insignificanti salotti mediatici, come animali da circo al cospetto del pubblico. In onda ieri sera su un’emittente pugliese, tra il Questore di Potenza, un funzionario dell’Osservatorio, un tifoso di un centro coordinamento club da Lecce, tra alcuni presidenti e dirigenti di squadre di B e C pugliesi, ecco in studio anche il “capo ultras” della curva di Bari e in collegamento diretto dal capoluogo pugliese i rappresentanti delle curve di Bari, Monopoli, Andria, Barletta, Bisceglie, Casarano, Martina, Bitonto… tutti accomodati, inquadrati e contenti!
Che cosa ci faccia l’ “ultras” in tv, contravvenendo a quei codici etici che dovrebbero stare alla base di chi dice di essere tale, non si è ancora capito. Non è la prima volta e purtroppo non sarà l’ultima. L’ultras nelle trasmissioni in tv alla mercè del moralista di turno a cercare di spiegare, giustificare o raccontarsi non è un ultras. L’ultras è nato clandestino, tale resta la sua naturale essenza.

Le interviste e le tavole rotonde con chi fa della violenza, delle curve e del calcio solo uno spettacolo da mandare in onda è pura contraddizione, incorenza e voglia di apparire! Il tanto decantato dialogo è altra cosa.
Sui contenuti del “confronto” di ieri è meglio soprassedere, il risultato è lo stesso, scontato, di altre situazioni simili dove gli addetti ai lavori non capiscono, non condividono, non tollerano e mandano un messaggio distorto…
Diversamente, allarmanti invece alcune dichiarazioni trapelate da Bari su affinità e scopi paralleli ( “siamo cresciuti con
La figura migliore l’ha fatta chi, coerentemente con gli ideali, è rimasto lontano dagli schermi. Il confronto, il dialogo, il rispetto dei propri diritti vanno cercati e pretesi altrove, lontano dai riflettori di futili teatrini, perché la dignità e la coerenza non possono essere barattati con l’esigenza di apparire!