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sabato, 29 dicembre 2007

Stadi vuoti, chissà perche...!?

Malgrado spesso si sventolano verità fittizie per nascondere malesseri e fallimenti, sotto un articolo che restituisce parzialmente veridicità sulla triste realtà del calcio italiano. L'augurio è che il 2007 si porti via almeno qualche personaggio di quelli che il calcio lo governano e ci hanno tolto anche il gusto di seguirlo.


dal corriere della sera

Stadi, la grande fuga

Gli spettatori diminuiscono, club in rosso, impianti scomodi, tristi e senza colori

Vuoti, o quasi. Tristi. O senza troppa allegria. Gli stadi del calcio italiano, oggi, sono così. Dopo un buon numero di abbonamenti staccati in estate e un incoraggiante avvio di stagione, la fuga dagli stadi è ricominciata inesorabile. Perché se la statistica segna ancora un gol, non c'è da esultare troppo. E non è per via del famoso «pollo» di Trilussa. È vero: ci sono 2.786 spettatori in più (dato aggiornato al 16 dicembre 2007) rispetto alla media delle prime 16 giornate dello scorso anno, che diventano 3.459 sulla media dell'intero ultimo campionato. Il torneo di serie A 2006-2007 è stato, però, quello con la media più bassa degli ultimi quarantacinque anni. Con il ritorno di Juve, Genoa e Napoli (le ultime due assenti anche nel 2005-06) a fronte delle retrocessioni di Ascoli, Chievo e Messina, con i quattro derby come non capitava dal 1994-1995, con il via senza penalizzazione di tutte le big si attendeva, o meglio si sperava, in una massiccia rentrée degli spettatori negli stadi. In modo da far riavvicinare l'Italia non tanto alla Bundesliga tedesca o alla Premier League inglese (rispettivamente 40.572 e 34.141 spettatori in media lo scorso anno), ma magari alla Liga spagnola, che vanta una media di quasi 30 mila presenti. Si resta, invece, lontani.
Molto lontani. E sono, soprattutto, le immagini a stridere. In Inghilterra, anche ieri, stadi pieni. Nella nazione campione del mondo, impianti semivuoti e malinconici. Le zoomate, all'Olimpico di Roma come al Sant'Elia di Cagliari, sono spesso impietose: coppiette isolate tra decine di seggiolini vuoti. Se le foto in bianco nero degli anni Settanta con gli «spalti gremiti ai limiti della capienza», come era solito descriverli in radio Sandro Ciotti, sono un tuffo al cuore, anche i 30.704 spettatori di media della stagione 1998-99, quando la tv satellitare era ormai entrata nella casa degli italiani, restano una chimera. Per Lazio-Juve, partita un tempo da «sold out», il 15 dicembre scorso c'erano solo 25.098 spettatori, esempio perfetto di una giornata, la 16ª d'andata, che ha fatto registrare la media più bassa della stagione: 14.151. La settimana prima per Empoli-Cagliari solo in 786 avevano fatto la fila per acquistare un biglietto. I bagarini, che nemmeno i tagliandi nominali avevano resi disoccupati, sono sull'orlo di una crisi di nervi. «Quello che mi infastidisce maggiormente e mi rattrista del calcio italiano sono gli stadi vuoti», ha confessato recentemente Demetrio Albertini, ex colonna del Milan, oggi vicepresidente della Federazione e rappresentante del sindacato calciatori. «Mi dispiace soprattutto vedere all'estero i giocatori a contatto con il pubblico. Da noi, invece, troppe barriere alzate».

La lotta ai violenti ha reso necessarie alcune misure drastiche. Ma, spesso, anziché allontanare i teppisti e far diminuire la paura hanno di fatto finito per tenere a casa il tifoso normale. Spesso comprare un biglietto equivale, infatti, a un'odissea per il tifoso normale. A Roma è stato stimato che un biglietto su quattro veniva comprato al botteghino dello stadio poco prima dell'inizio. Oggi non è più possibile. Andare allo stadio deve essere ormai pianificato con un certo anticipo, come avviene con la «settimana bianca». Risultato? Molti decidono di non andare. Colpa sicuramente di alcune frange organizzate di teppisti, che hanno occupato militarmente il territorio e generato sentimenti di paura nel tifoso medio. Di contro, però, c'è anche chi punta l'indice su uno stadio ormai senza colore e senza più poesia. Da Il Foglio a «Striscia lo striscione» (rubrica di «Striscia la notizia») è cresciuta una corrente di pensiero che vuole il ritorno del sapore da stadio.
Tutti d'accordo sul giro di vite per lasciare fuori i delinquenti incalliti ma la sensazione è che si è passati da un eccesso a un altro. Per lustri nelle curve sono state tollerate svastiche e esaltazioni delle foibe, adesso per portare il canonico «ciao mamma» bisogna sottoporsi ad una lunga trafila burocratica. Insomma «Giulietta è 'na zoccola», storico e ironico striscione dei tifosi napoletani verso i rivali veronesi, oggi resta fuori. Così come lo spirito goliardico che contraddiceva le stracittadine. «Dobbiamo dialogare con gli ultrà non violenti», ha dichiarato il presidente Giancarlo Abete, preoccupato dell'erosione di pubblico. Ma c'è chi ha già pronta la panacea per arginare la fuga: gli stadi nuovi. Accoglienti, aperti alle famiglie, con centri commerciali all'interno. Lo reclama da tempo il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Al momento è stato respinto dal Comune di Roma e dal Coni. In diverse città ci stanno pensando.

postato da: casualupiae alle ore 15:24 | link | commenti (3)
categorie: calcio marcio
domenica, 23 dicembre 2007

I soliti sospetti...

22 dicembre Bari-Lecce. Consueta attesa, consueti momenti di tensione all'esterno. Per Bari pubblico delle grandi occasioni (oltre 7000 biancorossi), da Lecce 3000 giallorossi. Nella sud riservata ai Salentini nessun drappo, nessuna bandiera, qualche grosso petardo, qualche torcia e 2 striscioni offensivi di carta. Nella nord biancorossa, qualche drappo in balaustra, qualche grosso petardo, qualche torcia, bandiere, bandieroni (…?), tamburi (…?), l’impianto audio per coordinare il tifo (…?).  Occultare e introdurre un tamburo o l’amplificazione non è certo possibile... Ma non erano vietati?! Se a 150 km da Bari si diffida anche per “incitamento sulla balaustra” (vedi link:  www.lecceprima.it/img/2977/verbale-ultras.pdf ) è evidente che c’è sempre chi (per motivi di opportunità?) la legge la interpreta e la applica ad personam. O ad tifoseriam…

postato da: casualupiae alle ore 18:10 | link | commenti (2)
categorie: ultras life
giovedì, 20 dicembre 2007

Tifo di riserva...

Sull'utilità e la competenza dell'Osservatorio per lo Sport se ne sono dette tante dopo alcuni discutibili provvedimenti, vedi divieti per i genoani a Torino malgrado gemellaggio coi granata o il divieto ai napoletani a Milano con conseguenti momenti di tensione tra le tifoserie in altri settori, o ancora i raggiri di alcune tifoserie (Udine, Foligno e altre) che hanno ospitato nelle proprie curve gli ospiti precettati.
Dal derby di Puglia, in un primo momento vietato alla tifoseria ospite, arriva la controprova che mette in risalto, paradossalmente, le contraddizioni degli inspiegabili suggerimenti dell'Osservatorio.



tratto dal corriere del mezzogiorno
 
(...)Trasferta organizzata non doveva essere e trasferta organizzata sarà. La vendita individuale dei biglietti per il derby Bari-Lecce di sabato prossimo avrebbe dovuto - secondo l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive - impedire lo spostamento in massa dal Salento. Ed invece - come era facilmente prevedibile - la trasferta organizzata ci sarà, eccome, costringendo la prefettura barese e le due questure a studiare un piano di sicurezza.
L'ipotesi dell'Osservatorio - limitare la vendita dei tagliandi, autorizzando solo l'acquisto di un ticket a testa - è stata sbugiardata. Nonostante l'organo del Viminale consideri l'incontro di calcio ad alto rischio (livello 4), la trasferta di fatto, non è stata vietata. Dalla capitale del barocco si sposteranno almeno in duemila, circostanza che ha obbligato la società biancorossa a lasciare libera l'intera curva sud, ai sostenitori giallorossi. Risultato, la mobilitazione impegnerà anche polizia e carabinieri.(...)

postato da: casualupiae alle ore 16:51 | link | commenti (1)
categorie: verità nascoste
martedì, 18 dicembre 2007

Vietato soffiare il naso!

Molti ricorderdanno il singolare "episodio" di Lecce, dove un tifoso lo scorso campionato in seguito ai tafferugli (a cui non aveva preso parte) tra ultras locali e Polizia in Lecce-Bari, fu diffidato per 3 anni per aver, testuale, travisato il volto con gli occhiali da sole. La Cassazione oggi ha proseguito sulla stessa strada...

CASSAZIONE; ALLO STADIO VIETATO COPRIRSI VOLTO CON FAZZOLETTINI

Roma, 18 dic. - I tifosi che sugli spalti degli stadi sostengono la squadra del cuore devono sempre essere riconoscibili: è vietato, infatti, coprirsi il volto con dei fazzolettini di carta. Non solo. Dire di averli usati per proteggersi dai gas lacrimogeni non è una scusa sufficiente. E' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 47031 di oggi, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un 21enne incorso in una condanna penale perché, durante il derby Roma-Lazio, si era coperto il viso con dei fazzoletti. Il ragazzo si era subito giustificato dicendo di volersi proteggere dai gas lacrimogeni, circostanza questa, per altro, mai dimostrata. Ma secondo la Corte dì'Appello capitolina il motivo non era sufficiente a far cadere il reato previsto dall'art. 5 della legge n. 152 del 1975. Questa decisione è stata confermata anche dai giudici di piazza Cavour secondo i quali il ricorso è inammissibile perché "essendo stato ipotizzato un indiscutibile e curioso giustificato motivo di travisamento del viso per proteggersi dai gas lacrimogeni lanciati dalle forze dell'ordine, circostanza per altro ritenuta insufficiente nel caso in esame" si era chiesto alla Suprema Corte di rivalutare nel merito la questione, facoltà preclusa ai magistrati di legittimità.
postato da: casualupiae alle ore 23:59 | link | commenti
categorie: pensieri liberi
lunedì, 17 dicembre 2007

La solita musica

E tra uno scandalo insabbiato e le violazioni della libertà dei cittadini da parte dell' Osservatorio, questo calcio riserva ormai solo le solite vergogne che non sorprendono più nessuno. Capita quindi di apprendere da nuove intercettazioni telefoniche che l'uomo a cui "hanno ucciso l'anima" ovvero Moggi, il calcio non lo hai lasciato ma ha, anzi, continuato a metterci le mani... Ma la nausea è oramai talmente tanta che diventa frustrante spendere altre parole. Confidiamo nella giustizia ordinaria...



Altre intercettazioni dimostrerebbero che il "sistema" è ancora in piedi Al centro della nuova inchiesta anche la compravendita del Siena.

Si è aperta questa mattina l'udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli riguardo i fatti di Calciopoli. Grande assente l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi, nei confronti del quale, sulla base dell'informativa dei Carabinieri depositata dai pm Beatrice e Narducci, sono state sollevate anche nuove accuse.

Secondo quanto presentato dai pubblici ministeri, nuove intercettazioni telefoniche effettuate su utenze di Moggi e di altre persone, disposte tra il marzo del 2006 ed il febbraio del 2007, dimostrerebbero che il sistema-Moggi continua ad operare sottotraccia, che Moggi continua a tenere viva la sua rete di relazioni. Al centro di questa nuova inchiesta ci sarebbe anche la compravendita del Siena; pertanto i magistrati hanno ipotizzato, a carico di Moggi e di altri indagati, anche una seconda accusa di associazione per delinquere.
 
postato da: casualupiae alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: calcio marcio