Commenti recenti

THIBAULT in Millwall FCLa squadr...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Partecipano

venerdì, 30 maggio 2008

Memoria Heysel

23 anni dopo la tragedia dell'Heysel, torna prepotente il ricordo e la rabbia di quanti hanno visto o vissuto quell'incredibile e drammatica pagina di calcio. Tragedia messa frettolosamente da parte da quanti hanno avuto gravi responsabilità su quanto avvenuto, con la complicità di chi, senza vergogna, ha permesso che si giocasse e si esultasse per quella coppa di sangue. Senza alcun rispetto per  vittime e dolore della gente. Una delle pagine in assoluto più tristi e vergognose del calcio. E se sono tanti i tifosi della Juventus che chiedono di restituire quella coppa, si spera che chi sguazza nel calcio italiano metta in pratica quanto richiesto, dando finalmente un segnale di dignità e di rispetto.







Tratto da spazioinwind.libero.it/solegemello

Ci sono state vittorie che hanno gonfiato il petto di noi tifosi e vittorie che ci hanno fatto venire la voglia di superare lo snobismo con il quale abbiamo festeggiato molti scudetti; ci sono state vittorie sul filo di lana e vittorie immeritate; vittorie all’ultimo secondo e vittorie già scritte: tutte queste fanno parte, con le sconfitte, della nostra storia.                                                                         
Avevo tredici anni quel giorno e lo ricordo molto bene perché, davanti al televisore, ero arrabbiato per il fatto che la partita sarebbe iniziata con notevole ritardo. Ricordo bene l’orologio che continuava ad andare avanti e la luce del sole, piano piano, lasciava la scena a quella dei lampioni e le immagini cominciavano ad essere sempre meno sportive. Ricordo di avere detto, a me stesso,  “Anche se dovesse iniziare fra due ore… almeno che vinca la Juventus…”. Ancora oggi sento che quella frase, se pur detta dal bambino di tredici anni che ero, stona nella coscienza dell’uomo che sono e me ne faccio una colpa perché credo che quella frase raccogliesse quello che noi tutti tifosi Juventini eravamo e volevamo allora: vincere, senza preoccuparci delle immagini che cominciavano a farci capire che si stava consumando una tragedia. Solo dopo qualche ora si ebbe la certezza che non era più una partita di calcio: ormai però si stava giocando e noi volevamo vincere quella coppa. Il rigore, l’esultanza, i festeggiamenti e tutto quello che avrebbe dovuto essere normale aveva un significato d’orrore e d’ingordigia non solo sportiva, perché non si poteva fare finta di niente.        
Ho letto e visto molto di quella sera ma per noi tifosi della Juventus “Heysel” non è il 29 maggio 1985 ma è ancora oggi, giorno dopo giorno, nei discorsi di chi ne parla e nelle testimonianze di chi lo ha vissuto, nei giocatori che raccontano e negli almanacchi che contano due coppe vinte.
Ed è per questo che urlo che quella coppa non la voglio.                                                                 
Abbiamo vinto una Coppa dei Campioni e campioni non lo siamo stati: perché non siamo stati capaci, l’indomani della partita, di prendere la coppa e, andando all’UEFA, di restituirla (dico restituirla perché purtroppo l’abbiamo vinta); e così incapaci lo siamo stati per ventidue anni e continuiamo ad esserlo ogni giorno che un padre di una delle persone morte lì in Belgio pensa al figlio con il quale non può più parlare, lo siamo ogni volta che una moglie deve spiegare al figlio che suo padre è morto per guardare una partita di calcio, lo siamo ogni volta che ci sentiamo di aver vinto due Coppe dei Campioni. Una Coppa dei Campioni non significava solamente la finale, era un percorso che iniziava due anni prima e che arrivava a scegliere le migliori squadre dell’Europa non ancora devastate da sponsor e televisioni e la Juventus quella finale l’aveva meritata ampiamente e, forse, quella coppa l’avrebbe vinta ma non così, non in quel modo e soprattutto facendo finta di niente.
La dirigenza di oggi può fare qualcosa di concreto: restituire quella coppa.

postato da: casualupiae alle ore 16:48 | link | commenti
categorie: terraces
lunedì, 26 maggio 2008

Altre "curve"

Riesce finalmente a suscitare interesse la Nazionale Italiana (almeno parlo a titolo personale), ma il merito non va ai calci-attori in campo, bensì a due fanciulle in bikini che hanno invaso il terreno di gioco durante un allenamento, per sollazzare chi di sicuro non ne ha proprio bisogno... Piove sempre sul bagnato direbbe qualcuno!   Ma forse è  giusto  così:   una volta le invasioni erano di ben altri contenuti e  forse è segno che  questo calcio   finto  merita  solo di  questi  siparietti.









postato da: casualupiae alle ore 17:45 | link | commenti (4)
categorie: pensieri liberi
martedì, 20 maggio 2008

Ultras...

Quelli che ci sono sempre…
Quelli che non disertano perché la squadra va male…
Quelli che non disertano un derby per evitare brutte figure…
Quelli che non gestiscono parcheggi…
Quelli che non fanno summit in Questura…
Quelli che non vanno in onda in televisione…
Quelli che considerano la dignità un valore non barattabile…
Quelli che non conta il numero, ma la sostanza…
Quelli che non si preoccupano di mettersi larghi per sembrare più numerosi…
Quelli che non ricevono targhe ricordo in giacca e cravatta…
Quelli che non fanno interviste sui giornali…
Quelli che non gestiscono bar allo stadio…
Quelli che non tollerano infamie…
Quelli che riconoscono i propri limiti senza frustrazioni…
Quelli che non stringono le mani ai “dottò”…
Quelli che non mercificano una fede…
Quelli coerenti con le cose che dicono…
Quelli che non arrivano in ritardo assecondati dalla scorta…
Quelli che non hanno i cancelli aperti dalla digos…
Quelli che si guadagnano il rispetto con stile…
Quelli che non elemosinano l’acquisto della Società…
Quelli che non volano nelle città di ipotetici acquirenti…
Quelli che non acclamano possibili proprietari in aereoporto…
Quelli che non mistificano la realtà per apparire diversi…
Quelli che non vanno in trasferta con i media al seguito…
Quelli che non hanno il Questore che annulla le diffide prima di un derby…
Quelli che non assoldano delinquenti comuni per timore degli avversari…
Quelli che non hanno decine di amicizie e gemellaggi…
Quelli che non pubblicizzano le magliette…
Quelli a cui niente è concesso o agevolato…
Quelli che non tirano petardi sui disabili…
Quelli combattuti perché hanno il coraggio di essere liberi da compromessi…
Quelli che non hanno solo 6-7 diffidati in tempi di dura repressione…
Quelli i cui diffidati non potrebbero mai omettere di firmare…
Quelli a cui gli si presentano sempre davanti poliziotti in assetto da guerra…
Quelli i cui pensieri scomodi danno fastidio anche al presidente…

A chi ha ancora la forza di “Esserlo” convintamente senza   timori    né    servilismi.
La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella  coscienza di meritarli.    (Aristotele)

Bari-Lecce 99 Incidenti
postato da: casualupiae alle ore 18:51 | link | commenti (13)
categorie: ultras life
giovedì, 15 maggio 2008

Let em come!

Folklore  e  goliardia  d'Oltremanica:  Millwall!

postato da: casualupiae alle ore 18:48 | link | commenti (2)
categorie: terraces
mercoledì, 14 maggio 2008

Impar Condicio

Continua l'opera d'inutilità dell'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, suscitando stavolta anche le polemiche di dirigenti (apparentemente) "super partes" solitamente un pò distratti! Se già soffermandosi sul solo caso specifico contestato, ovvero Catania-Roma, è evidente che sia un ingiustizia privare dei propri tifosi una delle due squadre che si contenderanno il titolo nella giornata decisiva, avvantaggiando di conseguenza la diretta concorrente (e una delle altre squadre che lottano per non retrocere) , figurarsi se questi divieti sono reiterati, come lo sono, ed estesi a tutti i tifosi. Se privare del supporto della propria gente una squadra è un fatto perlomeno imbarazzante, lo è ancor di più dal punto di vista dei diritti di un cittadino. Il dato di fatto è ineluttabile: in una Nazione "civile" si vieta ad un libero cittadino di circolare liberamente e di assistere pagando, ad una manifestazione sportiva. Nella stessa Nazione lo stesso metodo non viene adottato in altri contesti sociali dove si verificano altrettanti episodi spiacevoli. Come pure in questi giorni si è potuto constatare che in questa Nazione è "normale" vedere sulle poltrone del Parlamento personaggi vicini a boss della mafia (non illazioni, ma realtà). La rovina dell'Italia? Sempre gli ultras.



COSTITUZIONE ITALIANA - Principi fondamentali

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.

Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.

Art. 16.
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale.

postato da: casualupiae alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: calcio marcio