Non sarà piaciuta a molti la notizia del passaggio in mano ai cinesi della Sergio Tacchini, primordiale e attuale punto di riferimento dei casuals di tutta Europa, britannici su tutti.
Zeman ricomincia da Belgrado. Non c'è posto nel "calcio" italico per un allenatore votato allo spettacolo. Non c'è posto per un uomo onesto e non conforme nella patria dei colpi di spugna a Calciopoli. Il "calcio" italiano appartiene a quelli che "se il sistema non gli sta bene può andare altrove" (M.Lippi), a quelli che "non ricordo" e "non saprei" (gli indagati a Napoli), a quelli che "Moggi è una persona perbene" (F.Cannavaro), a quelli che su commissione blaterano "parla così perchè non ha vinto niente" (G.Riva), a quelli riesumati che raccontano che "ora va tutto bene" (A.Matarrese). Si potrebbe andare avanti per ore, ma per i meschini e i burattini basta e avanza il vomito e il disprezzo della gente. Mentre agli uomini di valore occorre poco per uscire vincitori... "meglio ultimi, che senza dignità!". In bocca al lupo Mister!
Tratto da: http://canali.libero.it/affaritaliani/intercettazioniverbali.html
Moggi sistema Zeman
Il direttore sportivo chiama Giraudo il 22 dicembre 2004 e parlano dell'allenatore boemo, che aveva denunciato responsabilità della Juve sul doping
Moggi: "Zeman? Bisogna...bisogna fargli qualcosa, non so un sistema, peccato che... bisogna dargli una legnata...". Moggi: "Bisogna 'prendere le emorragie', dandogli un danno a questo qua, inventandoci qualcosa, portandogli via un giocatore, trovargli qualche...".
Tratto da: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006
I verbali
L’ordine ai presidenti: vietato assumere Zeman come allenatore
Gli atti depositati dai magistrati di Napoli forniscono nuove e clamorose rivelazioni sul sistema Moggi, ma anche sugli appoggi istituzionali che avrebbero favorito le squadre finite sotto inchiesta.
La guerra a Zdenek Il 19 maggio tocca a Zdenek Zeman. Nelle intercettazioni Moggi e i suoi complici affermano più volte che «bisogna legnarlo». Lui racconta il trattamento subito. «Altro metodo utilizzato per realizzare la mia estromissione dal mondo del calcio è sempre stato quello di persuadere vari presidenti di società calcistiche a non assumermi come allenatore... Al termine della stagione 2004/05 e allorché era chiaro che non avrei allenato il Lecce, il vicepresidente dei salentini, Moroni, mi disse testualmente che aveva partecipato a un’assemblea di Lega e che in quella circostanza Antonio Giraudo aveva detto ai presidenti di Palermo e Cagliari, Zamparini e Cellino, che io non dovevo essere assunto come allenatore...».
Non sto qui a dilungarmi sui motivi per cui nutro grande indifferenza per la Nazionale Italiana; ma così non è senz'altro per chi con la "pezza" al seguito si barcamena ovunque per sostenere la Patria. Dopo il pessimo esordio degli azzurri, il mio augurio va soprattutto ai ragazzi che si faranno valere fuori dal rettangolo di gioco. Ragazzi che rappresentano, loro sì, l'Italia audace, passionale e pervasa di valori!
A Campionati di A e B conclusi, non si può dire certo che sia un calcio diverso dal precedente, visto che nuovamente alcune squadre (Inter e Bologna) sono finite in cattiva luce per qualche determinante "favore" arbitrale. Ma come cantava, da precursore dei tempi, Elio delle Storie Tese quando ancora non c'erano le intercettazioni a provare le evidenti "anomalie": non pensate male, solo due o tre sviste arbitrali nel nome dell'amore!