Tratto da fenomeninoncene.com
Sabato ore 14,30 fermata Surrey Quais, profondo sud-est di Londra.
Tifosi di casa pochissimi, ospiti nemmeno l’ombra. Come sono lontani i tempi in cui volavano schiaffi con le firm avversarie. Chelsea, Arsenal, Tottenham, per non parlare deigli acerrimi nemici del Charlton e del Crystal Palace, tutti dovevano pagare pegno a Bermondsey.
“The Dean” la tana del Millwall F.C. dista solo poche centinaia di metri dalla stazione. Mi accodo ad un paio di tifosi con la tradizionale casacca blu e il leone stampato sul petto sperando che mi conducano direttamente allo stadio invece che in qualche pub. A parte il leone, di pauroso non hanno proprio niente…Costeggio ex-magazzini portuali e binari abbandonati, e mi rendo conto di come doveva essere la Londra operaia prima della rivoluzione Thatcheriana. Finalmente arrivo allo stadio: piccolo e bruttino il Dean riesce, comunque, a trasmettere un’atmosfera magica, di un calcio passato e glorioso.

Per coloro che masticano di football inglese, il Millwall non ha bisogno di presentazione. Fondato nel 1885 dai lavoratori della J.T. Morton a Millwall, appunto, sull’Isle of Dogs e’ famoso piu’ per il comportamento poco oxfordiano dei suoi tifosi che per i risultati ottenuti. Anche se i Millwall Bushwackers sono ormai in “pre-pensionamento” forzato dalle leggi anti-hooligans e dallo scarso andamento della squadra, al “Den” si respira ancora un’aria d’altri tempi, di un calcio che dalle nostre parti non si trova nemmeno piu’ nei campi della Val Bormida. Di fronte alla Cold Blow lane, la “curva” dei tifosi piu’ caldi, si trova un graveyard, un piccolo giardino funebre nel quale sono esposte delle targhe commerotive di vecchi tifosi ormai passati a miglior vita ma che non intendono adbicare al tifo per la squadra del cuore nemmeno dall’aldila’. Prima di entrare e vedere la partita ci si ferma a dire una preghiera e magari a lasciare un piccolo mazzo di fiori.

I giovani allo stadio sono pochi; il calcio globalizzato dello Emirates Stadium qui e’ lontano anni luce. La maggior parte dei tifosi sono uomini dai 45 in su e non mancano gli anziani! Si’, proprio vicino a me sedeva una donna che, senza esagerare, aveva almeno ottant’anni, accompagnato dal figlio.
Nonostante la squadra sia allo sbando e la contestata dirigenza incapace, i “vecchi” tengono duro e cercano di trasmettere e inculcare ai giovani l’importanza di essere un tifoso del MILLWALL F.C!
A me e’ bastato andare una volta per capirlo.
NO ONE LIKE US!

