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giovedì, 09 ottobre 2008

Qualcosa si muove

Non siamo certo tipi da facili sentimentalismi, ma il dramma di Stefano Borgonovo è di quelli che colpiscono. Un dramma come tanti altri è vero, un dramma che attira maggiormente perchè amplificato dalla cassa di risonanza televisiva ed anche questo è vero, ma non si può non riconoscere il significativo gesto di questo sfortunato ragazzo che ha messo davanti agli occhi di tutti la terribile malattia della Sla  per raccogliere fondi per la ricerca che, come è facile intuire, non gode di una adeguato sostegno a causa di una poco considerevole diffusione tale da disinteressare le case farmaceutiche... Questo è il mondo lercio in cui viviamo. Altro merito, se così si può dire, di Borgonovo è quello di aver scosso qualche coscienza per portare finalmente alla luce quegli accostamenti tra calcio e abuso di farmaci di cui spesso si è parlato ma senza che mai nulla  trapelasse. Roberto Baggio e Massimo Orlando si sono fatti portavoce di questa paura diffusa ma da tutti celata, parlando a chiare lettere... Intanto il nostro sincero, forte applauso va a Stefano Borgonovo.


Massimo Orlando, parole forti che fanno rima con omertà: "Stefano non è l'unico calciatore malato, è ora di chiedere certe cose ai dottori..."

Duro attacco dell'ex calciatore viola al sistema.

Il coraggio di Stefano Borgonovo ha avuto un primo risultato tangibile: dopo anni di silenzi, di verità sapute ma taciute, il mondo del calcio sta in iniziando a vuotare il sacco e a parlare di Sla. Sino a ieri era qualcosa che non si poteva dire, una parola tabù: ora la si può affrontare e denunciare.

E, con essa, il mondo del calcio che Massimo Orlando, ex calciatore e compagno di Borgonovo tra i protagonisti della partita di ieri, ha attaccato duramente scoperchiando il pentolone: "Nel calcio c'è troppa omertà - attacca subito - è arriva­to il momento di parlare con i dottori che curavano il nostro fisico, fare loro delle domande, capire se c’erano medicine a ri­schio che ci davano".

Infine la rivelazione: "La verità è da incubo. Stefano è uno dei pochi ad aver reso pubblica la sua malattia ma vi posso assi­curare che ci sono altri giocato­ri nelle sue stesse condizioni che preferiscono tenere nasco­sto il loro dramma. E, purtrop­po, presto lo scopriremo".

postato da: casualupiae alle ore 23:16 | link | commenti (2)
categorie: verità nascoste

Commenti
#1    15 Ottobre 2008 - 18:00
 
Se solo si pensa a quanti soldi girano nel calcio, a quanto si potrebbe fare se solo si volesse affrontare seriamente e con senso di responsabilità il problema....
tempo fa vidi una trasmissione che parlava dell'argomento, purtroppo ricordo pochissimo e soprattutto non ricordo che trasmissione era, sarebbe importante rintracciarla e linkarla a questo post (e magari su altri blog).
Una cosa che ricordo è che il problema sembra riguardare esclusivamente il mondo del calcio, quindi non dipenderebbe dal doping (di certo si dopano molto di più i ciclisti...) ma dall'abuso di antidolorifici e farmaci in genere. Ricordo che parlavano di come anche a livelli dilettantistici tutti i giocatori, infortunati o meno, prendevano farmaci a fine allenamento.
Mi spiace non poter essere più preciso, la memoria potrebbe offuscare quello che ho sentito nella suddetta trasmissione, quindi prendete questo intervento con le molle.
utente anonimo

#2    16 Ottobre 2008 - 17:43
 
La sla non riguarda esclusivamente il mondo del calcio, attenzione, ma è verosimile che abbia una grande incidenza in questo ambito sportivo, tant'è vero che viene chiamata impropriamente la "malattia dei calciatori". Comunque c'è una grande omertà tra gli addetti ai lavori, si parla poco e malvolentieri dei numerosi casi. E già questo dovrebbe far riflettere... Grazie per il tuo intervento.
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