Non siamo certo tipi da facili sentimentalismi, ma il dramma di Stefano Borgonovo è di quelli che colpiscono. Un dramma come tanti altri è vero, un dramma che attira maggiormente perchè amplificato dalla cassa di risonanza televisiva ed anche questo è vero, ma non si può non riconoscere il significativo gesto di questo sfortunato ragazzo che ha messo davanti agli occhi di tutti la terribile malattia della Sla per raccogliere fondi per la ricerca che, come è facile intuire, non gode di una adeguato sostegno a causa di una poco considerevole diffusione tale da disinteressare le case farmaceutiche... Questo è il mondo lercio in cui viviamo. Altro merito, se così si può dire, di Borgonovo è quello di aver scosso qualche coscienza per portare finalmente alla luce quegli accostamenti tra calcio e abuso di farmaci di cui spesso si è parlato ma senza che mai nulla trapelasse. Roberto Baggio e Massimo Orlando si sono fatti portavoce di questa paura diffusa ma da tutti celata, parlando a chiare lettere... Intanto il nostro sincero, forte applauso va a Stefano Borgonovo.
Massimo Orlando, parole forti che fanno rima con omertà: "Stefano non è l'unico calciatore malato, è ora di chiedere certe cose ai dottori..."
Duro attacco dell'ex calciatore viola al sistema.
Il coraggio di Stefano Borgonovo ha avuto un primo risultato tangibile: dopo anni di silenzi, di verità sapute ma taciute, il mondo del calcio sta in iniziando a vuotare il sacco e a parlare di Sla. Sino a ieri era qualcosa che non si poteva dire, una parola tabù: ora la si può affrontare e denunciare.
E, con essa, il mondo del calcio che Massimo Orlando, ex calciatore e compagno di Borgonovo tra i protagonisti della partita di ieri, ha attaccato duramente scoperchiando il pentolone: "Nel calcio c'è troppa omertà - attacca subito - è arrivato il momento di parlare con i dottori che curavano il nostro fisico, fare loro delle domande, capire se c’erano medicine a rischio che ci davano".
Infine la rivelazione: "La verità è da incubo. Stefano è uno dei pochi ad aver reso pubblica la sua malattia ma vi posso assicurare che ci sono altri giocatori nelle sue stesse condizioni che preferiscono tenere nascosto il loro dramma. E, purtroppo, presto lo scopriremo".