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martedì, 22 aprile 2008

Altri tempi...

C'era una volta la partita la Domenica, la schedina, Novantesimo minuto, Tutto il calcio minuto per minuto, la Coppa il mercoledì. C'erano i Calciatori ovvero i Di Bartolomei, Scirea, i Dirceu. C'erano i Presidenti ovvero i Mantovani, i Rozzi, Anconetani. C'erano i Giornalisti Sportivi ovvero i Ciotti, i Valenti, Ameri. C'erano le Curve imbandierate, la passione e l'entusiasmo, gli stadi pieni, i treni speciali. Tra uno scandalo e l'altro, mille sotterfugi, tra insabbiamenti sistematici, condoni provvidenziali, ingaggi multimilionari, pay per view e leggi speciali, non restano che i "Matarrese", i "Controcampo" e le "Gazzette"... Il Calcio non torna più.







postato da: casualupiae alle ore 18:07 | link | commenti (2)
categorie: amarcord
venerdì, 14 marzo 2008

Vecchissima Guardia!

Uno dei primi ultras, uno dei pionieri del tifo in Italia, fondatore del primo gruppo di Torino e probabilmente della penisola, i Fedelissimi, e a 70 anni sempre indomito in curva a tifare e trepidare per la sua squadra del cuore. Una fede che non conosce tempo.
 


tratto da toronews.net

UN VULCANO GRANATA
Ginetto Trabaldo, lo storico leader dei Fedelissimi Granata, l’uomo che ha organizzato buona parte del tifo Granata nel corso dei decenni, il trascinatore che potrebbe raccontare aneddoti appassionanti per settimane, il carismatico che con la sua umanità, la sua umiltà e il suo entusiasmo contagioso sa trasmettere alla perfezione lo Spirito del Toro, mi ha concesso un’intervista esclusiva, probabilmente anche lui travolto dalla mia esuberante personalità.
Dopo il mio doveroso e rispettoso omaggio ai suoi magnifici 70 anni appena compiuti (è nato l’8 marzo 1938), abbiamo parlato a lungo, seduti nel suo ufficio….

Raccontami, dai, come sei diventato tifoso del Toro?
Sarà stato il 1947, frequentavo l’Istituto Sociale, ero alle elementari. I preti ci portavano allo stadio ed io ero sempre in prima fila per andare. L’amore scoppiò grazie ad un Torino-Bologna 4-0, una partita entusiasmante, ma dall’inizio molto sofferto, con tanto di rigore sbagliato. Il loro portiere Vanz sembrava imbattibile (non aveva ancora incassato reti e si era già all’ottava giornata di campionato), poi la situazione si sbloccò. Fu l’inizio di un amore travolgente. Quanti viaggi in tram da Via Saorgio (in Borgo Vittoria) al Fila, per gli allenamenti, con un amico e con Virgilio Maroso!

I Fedelissimi! I giovani vogliono sapere e i meno giovani vogliono ricordare!
Mi sono iscritto al Club a circa 13 anni, la Sede era presso il Ristorante Fagiano a Porta Palazzo. Lo sai che sono stato io a combinare il gemellaggio con il Genoa? Prima non c’era un buon rapporto, poi con Renato, Gianfranco e Mario abbiamo fatto amicizia con il capo del Little Club Genoa, il Sig. De Regibus…. Sarà stata la fine degli anni ’50. Quante avventure, quante trasferte…. A Londra in auto, in cinque, tanti anni fa, per una partita con il Tottenham….. Sei aerei di Fedelissimi per Glasgow, contro i Rangers….. Bastia, l’attacco dei tifosi corsi con i loro coltelli…. Prima della partita era stato tutto tranquillo, poi….. Ricordo che un noto Ultras fronteggiò da solo dieci o quindici corsi, una roba mai vista! Quanti amici e non solo….. Patrignani, 23 anni di vacanze insieme, a Milano Marittima con le mogli, praticamente un fratello….. Vittorio detto Toio, mio cognato Lino, mio genero Marco, tutti tifosissimi!

Scusa la domanda….. Come mai i Fedelissimi “chiusero”?
Tanti motivi….  Le televisioni…. I costi per gestire una sede come quella di Via Carlo Alberto raddoppiarono….. Peccato perché era un punto di riferimento per i tifosi di Torino e soprattutto per chi arrivava da fuori… E poi…. Numerose gravi perdite: Cucciolo, Adriano, Marcello, Franco e altri ancora….

Dove vai a vedere la partita, attualmente?
Guarda qua, ho quattro abbonamenti per il secondo livello dei Distinti, guardo la partita con la vecchia guardia dei Fedelissimi e anche qualche giovane, siamo un gruppetto di un centinaio di persone!!!!!

postato da: casualupiae alle ore 14:20 | link | commenti (1)
categorie: amarcord, ultras life
venerdì, 15 febbraio 2008

Radio l'antidoto!

Gli scomodi e gli indesiderati continuino a prendere posto nelle curve. Altri, tra chi è preso a fare fax e merchandising, chi è imboccato e ammaestrato da controcampi e domeniche sportive, chi è comprato da sistema calcio e Murdoch, se ne stiano tutti a casa spengano le pay-tv e accendino l'immortale radio che contribuisce ancora ad assaporare quell’ antico gusto del calcio di una volta. Magari qualcosa comincia a cambiare…



Tratto da Action Now play old style

Ci sono dei momenti nella Storia in cui alcuni eventi si cristallizzano e si fanno essi stessi Storia.
In questi casi, del momento non conta la durata, conta l’intensità; (…)
Nella storia del calcio, un evento divenuto Evento, con la E maiuscola, in modo che coincidano l’Essenza e la Sua Trascendenza è Tutto il calcio minuto per minuto.
Un programma, quello accaduto storicamente tra la sua Origine e la scomparsa dei suoi migliori esponenti, divenuto sicuramente Mito e quindi irripetibile nonostante una certa continuità storico-temporale.
Come tutto ciò che appartiene al passato, almeno nella sua fase universale e trascendente – un po’ Età dell’Oro e un po’ ‘buon tempo antico’ di Dante Alighieri – Tutto il calcio minuto per minuto ha necessità – perché si capisca di cosa trattiamo – di uno sforzo di memoria o di fantasia, a seconda che se ne possano ricordare i bei tempi in cui ‘quel’ Tutto il calcio minuto per minuto andava in onda sulle radioline di milioni di italiani, o si possano immaginare ‘quei’ tempi in cui alla domenica le squadre, rigorosamente tutte assieme, con le maglie semplici dall’uno all’undici e senza nomi sulla schiena, senza anticipi e posticipi, si davano battaglia in campo, raccontate per radio da voci indimenticabili.
E sì, perché se indimenticabile è stato il calcio di Facchetti e di Meroni, di Sivori e di Burnich, indimenticabili sono le voci che hanno narrato, alla radio, partite su partite – quando il televisore faceva appena capolino tra gli italiani e quando il calcio, anche un po’ più tardi quando gli italiani ormai conoscevano il sistema Pal Color, aveva un sapore ancora genuino –, le voci di Roberto Bortoluzzi, di Nando Martellini, di Enrico Ameri, di Sandro Ciotti, di Alfredo Provenzali, di Ezio Luzzi e di tanti altri che tralascio solo per brevità.

Nata a partire dalla stagione 1959-1960 con le radiocronache dei soli secondi tempi, la trasmissione debutta ufficialmente nel febbraio 1960 (…)
Dal momento in cui “A Taste of Honey” nella versione strumentale del 1965 suonata da Herb Alpert, annunciava l’inizio della trasmissione, come per magia si era trasportati in un mondo fatto di “Scusa Ameri, sono Ciotti, intervengo da...” in cui la lingua italiana – oggi per molti sempre più misteriosa – si faceva calcio allo stesso modo in cui il Verbo s’era fatto Carne.
Voci amiche raccontavano gesta epiche di figurine Panini che la domenica, come per incanto, si staccavano dagli album su cui erano incollate e correvano, correvano e saltavano e paravano e segnavano sui campi di Serie A e quelli di Serie B.
Tre di queste voci oggi non ci sono più e la magia di una trasmissione si è arresa all’hic et nunc di fini interventi da studio o dai campi principali.
Perché Ameri, Ciotti e Martellini – citati in rigoroso ordine alfabetico – sono stati le voci più amate dagli italiani radiolina-dipendenti delle domeniche di tanti anni fa. (…)
Tra il 2003 e il 2004 i nostri radiocronisti sono andati a raccontare in cielo quanto il calcio fosse diverso e più bello tanti anni fa.
Noi li ricordiamo sempre con grande affetto, ancora nelle nostre orecchie le loro voci che escono dalle radioline e ci descrivono quanto avviene in campo.
Perché ci sono momenti nella Storia in cui alcune storie diventano all’improvviso più luminose.
I momenti in cui i nostri tre radiocronisti ci raccontavano le storie di un mondo che non c’è più.

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categorie: amarcord
domenica, 02 dicembre 2007

Due uomini, due bandiere!

2 dicembre 83... Malgrado siano passati 24 anni restano indimenticati e indimenticabili Lorusso e Pezzella, due uomini prima che calciatori, rimasti nella Storia del calcio leccese (link nella colonna a sinistra). Se società calcistiche e istituzioni ignorano o dimenticano facilmente, non è così invece per i tifosi che annualmente commemorano e ricordano questi due ragazzi scomparsi in modo così tragico e per cause e circostanze impensabili per i dettami del calcio attuale.

lecce-cesena8384Sarà per l'ammirazione e l'enorme affetto che questi due calciatori d'altri tempi destavano (Michele Lorusso è il calciatore che più volte ha vestito la maglia del Lecce, 418 pres. in 13 anni!), sarà per la nostalgia di un calcio genuino che è sempre più un lontano ricordo, ma uomini e calciatori come Lorusso e Pezzella vivranno per sempre nella memoria della gente.

IN UN CALCIO DI MERCENARI, CIRO E MICHELE BANDIERE IMMORTALI! (Curva Nord Lecce, 2-dic 2001)

CIRO E MICHELE VERE BANDIERE
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categorie: amarcord
lunedì, 26 novembre 2007

Georgie the Best

A due anni esatti dalla scomparsa è sempre vivo il ricordo e il mito di George Best, calciatore tra i più eclettici e talentuosi di sempre nonchè personaggio ostinatamente fuori dagli schemi in ogni ambito. Sicuramente molti ricorderanno il gesto di farsi fotografare in fin di vita per sensibilizzare i giovani sui danni causati dall'eccessivo consumo di alcool: un grande in tutto.



Tratto dal libro "The Best"
Per gli appassionati di calcio George Best non ha bisogno di particolari introduzioni. Dotato di un meraviglioso talento, baciato dalla sorte, ha saputo interpretare il gioco con un senso di bellezza e grazia raramente visti, prima e dopo. Battezzato “il quinto Beatle” nel momento migliore della sua carriera Best è stato il primo calciatore a vestire i panni della popstar, a diventare un’icona di riferimento per la sua generazione e una sorta di inarrivabile sex symbol naturale per tutte le ragazzine del Regno Unito.
Ma come molti altri talenti naturali il “figlio del popolo” di Belfast non è riuscito a scendere a patti con la fama e il denaro, e la storia della sua vita si è popolata di improbabili figure femminili, torbide avventure di sesso e, purtroppo, di una spaventosa dipendenza.L’alcool. Una vita davvero “spericolata”, vissuta a mille all’ora, tra il fascino della swingin’ London degli anni 60 e la cruda realtà nordirlandese, tra i trionfi del Manchester United e le fughe romantiche del Mediterraneo, tra i pub di tutta l’Inghilterra e le aule di tribunale.Fino alla bancarotta, la prigione e l’inferno della cirrosi epatica che se l’è portato via il 25 novembre 2005 all’età di 59 anni.



postato da: casualupiae alle ore 16:19 | link | commenti (1)
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