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venerdì, 12 settembre 2008

Senti chi parla...

Il ministro dell'interno Roberto Maroni, colui che denuncia la presenza di 800 pregiudicati e 27 vicini alla camorra tra i napoletani recatisi a Roma, nel 1997 è stato condannato in Cassazione a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Il reato contestato è stato commesso in Milano il 18 settembre 1996 durante una perquisizione disposta dal Procuratore della Repubblica di Verona  presso la sede federale di Milano della Lega Nord. Quindi un pregiudicato anche lui. Se poi volesse spiegare come mai i 27 "vicini alla camorra" erano a passeggio piuttosto che al fresco e magari riferisse anche quanti altri pregiudicati e  conclamati vicini a personaggi mafiosi siedono con lui in Parlamento, sarebbe di certo più credibile... Mentre al Presidente della Lega che propone gabbie per i tifosi all'interno degli stadi, oltre che la sua faccia, risponde per lui il suo "spassoso" curriculum...


Tratto da www.boysparma1977.it

Antonio Matarrese 

Antonio Matarrese nasce ad Andria, in provincia di Bari, il 4 luglio del 1940.
Laureato in Economia e Commercio è Dottore Commercialista.
Nel 1976 si candida nelle liste della Democrazia Cristiana (DC) ed è eletto deputato (carica che manterrà, ininterrottamente, per cinque legislature).
Nel 1977 diventa presidente dell'A.S. Bari Calcio.
Nel 1979 è eletto Consigliere Nazionale della Lega Calcio e, nel 1980, Consigliere Federale della FIGC.
Nel 1982 viene eletto Presidente Nazionale della Lega Calcio e Vice Presidente della F.I.G.C..
Ai Mondiali di Spagna, dopo Italia-Perù 1-1, dichiara: "Questa squadra è una vergogna, è vecchia per fantasia e voglia di vincere. Mi verrebbe voglia di scendere negli spogliatoi e prendere tutti a calci nel sedere." Ciononostante, dopo Italia-Brasile 3-2, corre negli spogliatoi per l'eventuale foto ricordo, incurante degli sberleffi di alcuni azzurri. Prima della finale, da buon democristiano, è pronto a salire sul carro dei vincitori: "Vi è stato un richiamo alla responsabilità e i giocatori l'hanno sentito. Questa nazionale ha insegnato parecchio ed ha ancora parecchio da insegnare a tutti. Merita rispetto e tanti onori, perché sta raccogliendo i frutti d'un lavoro ininterrotto".
Antonio Matarrese rimane alla guida dell'A.S. Bari fino alla sua elezione a presidente della Lega Calcio, poi passa le consegne al fratello Vincenzo. Il Bari, alla fine della stagione 1982/83 è ultimo in Serie B. Ma, con Don Tonino alla guida della Lega Calcio, le cose cambiano.
Nella stagione 1983/84 il Bari sbanca il Girone B di C1, conquistando 45 punti e il primo posto. L'anno dopo, grazie ad una quantità industriale di rigori e a tante decisioni arbitrali favorevoli, la società di Antonio Mataresse punta direttamente alla Serie A.
Il 3 febbraio 1985 si disputa PARMA-Bari. Il PARMA lotta disperatamente per non retrocedere, il Bari per la promozione. L'arbitro assegna un rigore (tanto per cambiare) al Bari ma, stranamente, Edi Bivi sbaglia. A 11 secondi dalla fine, contro tutti i pronostici, il PARMA sta vincendo per 3 a 0. A quel punto, l'arbitro Pezzella di Frattamaggiore (NA), sospende la partita per nebbia. Nulla si può, contro il Bari di Don Antonio Matarrese.
Il Bari, in due sole stagioni, passa dalla C1 alla A.
Antonio Matarrese, nel 1988, è eletto Presidente della FIGC (manterrà tale carica fino al 1996), Componente Comitato Esecutivo UEFA e Consigliere Nazionale del CONI.
Alla fine degli anni '80 l'impresa di costruzioni Matarrese, insieme ad altre, presenta i piani di lottizzazione per Punta Perotti. Si vuole costruire un immenso complesso immobiliare alla periferia sud di Bari. 300.000 metri cubi di cemento a poche decine di metri dalla battigia. Ovviamente è illegale, ma a Bari, nel '95, concedono comunque le licenze edilizie. L'ecomostro sarà abbattuto nell'aprile del 2006.
Nel 1990 si disputano i mondiali in Italia. A Bari s'inaugura lo stadio San Nicola, dove si giocheranno - guarda caso - vari incontri, tra cui la semifinale per il terzo e quarto posto.
Nel 1991, sempre Bari, ospita la Finale della Coppa dei Campioni.
Nel 1992, Antonio Matarrese, diventa Vice Presidente della UEFA (Calcio Europeo) e Componente del Comitato Esecutivo della FIFA.
Nel 1994 è eletto Vice Presidente della FIFA e Membro del Comitato d'Organizzazione della Coppa del Mondo.
Nel 1997 presiede i XIII Giochi del Mediterraneo che si svolgono a... Bari.
Nel 1998 viene rieletto Vice Presidente della FIFA e presiede la Commissione Mondiale Stadi e Fair Play, dove si occupa del Mondiale 2002. Sempre nel 1998 riceve un avviso di garanzia dai magistrati che indagano sul doping, per aver arrecato ingiusto profitto a club o calciatori occultandone la positività.
Nel 1999 viene eletto Presidente delle Leghe Calcio Europee e a giugno dello stesso anno si candida come presidente della Provincia di Bari.
Nel luglio del 2000 è condannato dal Tribunale di Roma a sei mesi per abuso d'ufficio, in seguito all'iscrizione irregolare del Torino al campionato del 1993. Dopo tante vicissitudini, può finalmente fregiarsi del titolo di pregiudicato.
Nel 2001 Bari diventa sede della Meridian Cup (Manifestazione calcistica intercontinentale Under 17, Europa-Africa).
Nel 2002, Galliani e Matarrese, ambiscono entrambi alla carica di presidente della Lega Calcio. Dopo le prime tre elezioni (primo scrutinio: Antonio Matarrese 18, Galliani 15, Zamparini 1, schede bianche 1; secondo scrutinio: Antonio Matarrese 18, Galliani 16, schede bianche 1; terzo scrutinio: Antonio Matarrese 16, Galliani 16, schede bianche 3) decidono d'accordarsi. Galliani presidente, Antonio Matarrese vicepresidente vicario (carica che manterrà fino al giugno 2005).
Nel 2003, Antonio Matarrese, è eletto Segretario Provinciale di Bari dell'Udc e presidente di Gioco Calcio, piattaforma televisiva che tenta di rompere l'appena nato monopolio di Sky.
Antonio Matarrese, nel 2004, si presenta candidato per l'Udc alle elezioni europee. Non viene eletto ma a Bari raccoglie 14.185 voti. Lo stesso anno è nominato presidente dell'Unire, l'Unione nazionale incremento razze equine, carica che mantiene fino al maggio del 2005. Sempre nel 2004 è indagato dalla Procura di Roma, nel corso dell'inchiesta sui bilanci gonfiati di alcune società.
Nel 2006, i carabinieri del Nucleo operativo di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sul calcio, scrivono, nel loro rapporto, che la Gea, sotto la costante ed attenta guida di Luciano Moggi, ha interessi diretti anche nell'AS Bari dei Matarrese (il cui presidente è sempre Vincenzo, fratello di Antonio).
Ad agosto 2006, appena eletto presidente della Lega Calcio, lancia un messaggio al governo in merito al contrattazione collettiva nella vendita dei diritti televisivi: "Qualsiasi provvedimento va deciso con noi. Non è consentito a nessuno decidere per la Lega". Per Don Tonino la Lega non deve sottostare alle leggi del Parlamento ma viceversa. E sullo scandalo del calcio? "E' stato tutto troppo frettoloso, il calcio bisogna conoscerlo, non si può entrare con presunzione".

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categorie: pensieri liberi, calcio marcio
martedì, 01 luglio 2008

Il ritorno del figlioccio

Alla Juve succedeva di tutto, ma lui non ne sapeva niente. I suoi calciatori si imbottivano di farmaci non per scopi terapeutici, ma lui non ne sapeva niente. In Nazionale prendeva suggerimenti e direttive da Moggi su chi convocare, ma lui faceva di testa propria. Il figlio Davide è rinviato a giudizio per associazione a delinquere sul caso GEA con alcuni suoi stessi dirigenti, ma è sicuro che si tratti di un equivoco. Se qualche stolto avesse dubbi, il ritorno di Lippi in nazionale è la riprova di come in Italia l'ambiguità ricompensi più dell'onestà e della moralità. Fare il cameriere di Moggi e dei salotti di Calciopoli fa curriculum e paga, alla luce di intercettazioni inequivocabili e insindacabili, altro che chiacchere da Controcampo... A volerci andare leggeri si evince che in questa nazione, soprattutto nella politica e nel calcio, ormai l'etica e finanche il senso del pudore sono principi e fattori pressochè ininfluenti o del tutto inesistenti. Ma se ci aggiungiamo che è da quando Donandoni fu ingaggiato che in Federazione circolavano voci di un ritorno di Lippi (pompate celermente da Tv e carta straccia) diteci come si fa a non pensar male... Se certi personaggi arrivassero a far credere che la merda è oro, sono più che certo, troverebbero ampia condivisione da chi è abituato a seguirli davanti ai teatrini televisivi, rincoglionendosi con cialtronerie servilistiche di ogni tipo. "Lippi ci ha fatto vincere il mondiale"! Agli uomini liberi che pensano ancora con la propria testa, certi mezz'uomini non li rappresentano!



Da gazzetta.it

Pressioni di Moggi su Lippi

Le raccomandazioni per i giocatori della Gea emergerebbero dalle intercettazioni della procura di Napoli, ma non avrebbero rilevanza penale.

(...) 18.52: Pressioni esercitate da Luciano Moggi sul commissario tecnico della Nazionale Marcello Lippi per favorire la convocazione in azzurro di calciatori che fanno riferimento ai procuratori della Gea World per la tutela dei loro interessi: secondo l'agenzia Ansa è quanto emergerebbe dall'inchiesta condotta dai pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. La circostanza, che non sarebbe ritenuta dai magistrati rilevante sotto il profilo penale, secondo le indiscrezioni, sarebbe venuta alla luce in alcune delle numerose intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini, che sono state avviate nell'autunno del 2004. (...)

da La Stampa

(...) Lippi: "Quando vedevo la partita, ieri, dicevo... fatemi vedere Moratti... Fatemi vedere la faccia di Moratti...".
Moggi: "E' la faccia di un c..., Marcello!".
Lippi dice qualcosa di incomprensibile. E Moggi: "E quest'altro e' un figlio di m... Ma prendera' una lezione che se la merita, guarda."
Lippi: "Mancini ha bisogno di una bella lezione!".
Moggi: "Non aver paura".

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categorie: calcio marcio
mercoledì, 18 giugno 2008

Avanti Mister!

Zeman ricomincia da Belgrado. Non c'è posto nel "calcio" italico per un allenatore votato allo spettacolo. Non c'è posto per un uomo onesto e non conforme nella patria dei colpi di spugna a Calciopoli. Il "calcio" italiano appartiene a quelli che "se il sistema non gli sta bene può andare altrove" (M.Lippi), a quelli che "non ricordo" e  "non saprei" (gli indagati a Napoli), a quelli che "Moggi è una persona perbene" (F.Cannavaro), a quelli che su commissione blaterano "parla così perchè non ha vinto niente" (G.Riva), a quelli riesumati che raccontano che "ora va tutto bene" (A.Matarrese). Si potrebbe andare avanti per ore, ma per i meschini e i burattini basta e avanza il vomito e il disprezzo della gente. Mentre agli uomini di valore occorre poco per uscire vincitori... "meglio ultimi, che senza dignità!". In bocca al lupo Mister!



Tratto da: http://canali.libero.it/affaritaliani/intercettazioniverbali.html

Moggi sistema Zeman

Il direttore sportivo chiama Giraudo il 22 dicembre 2004 e parlano dell'allenatore boemo, che aveva denunciato responsabilità della Juve sul doping

Moggi:
"Zeman? Bisogna...bisogna fargli qualcosa, non so un sistema, peccato che... bisogna dargli una legnata...".
Moggi:
"Bisogna 'prendere le emorragie', dandogli un danno a questo qua, inventandoci qualcosa, portandogli via un giocatore, trovargli qualche...".


Tratto da:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006

I verbali
L’ordine ai presidenti: vietato assumere Zeman come allenatore

Gli atti depositati dai magistrati di Napoli forniscono nuove e clamorose rivelazioni sul sistema Moggi, ma anche sugli appoggi istituzionali che avrebbero favorito le squadre finite sotto inchiesta.
La guerra a Zdenek
Il 19 maggio tocca a Zdenek Zeman. Nelle intercettazioni Moggi e i suoi complici affermano più volte che «bisogna legnarlo». Lui racconta il trattamento subito. «Altro metodo utilizzato per realizzare la mia estromissione dal mondo del calcio è sempre stato quello di persuadere vari presidenti di società calcistiche a non assumermi come allenatore... Al termine della stagione 2004/05 e allorché era chiaro che non avrei allenato il Lecce, il vicepresidente dei salentini, Moroni, mi disse testualmente che aveva partecipato a un’assemblea di Lega e che in quella circostanza Antonio Giraudo aveva detto ai presidenti di Palermo e Cagliari, Zamparini e Cellino, che io non dovevo essere assunto come allenatore...».



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categorie: pensieri liberi, calcio marcio
martedì, 03 giugno 2008

Ti amo campionato...

A Campionati di A e B conclusi, non si può dire certo che sia un calcio diverso dal precedente, visto che nuovamente alcune squadre (Inter e Bologna) sono finite in cattiva luce per qualche determinante "favore" arbitrale. Ma come cantava, da precursore dei tempi, Elio delle Storie Tese quando ancora non c'erano le intercettazioni a provare le evidenti "anomalie": non pensate male, solo due o tre sviste arbitrali nel nome dell'amore!
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categorie: calcio marcio
mercoledì, 14 maggio 2008

Impar Condicio

Continua l'opera d'inutilità dell'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, suscitando stavolta anche le polemiche di dirigenti (apparentemente) "super partes" solitamente un pò distratti! Se già soffermandosi sul solo caso specifico contestato, ovvero Catania-Roma, è evidente che sia un ingiustizia privare dei propri tifosi una delle due squadre che si contenderanno il titolo nella giornata decisiva, avvantaggiando di conseguenza la diretta concorrente (e una delle altre squadre che lottano per non retrocere) , figurarsi se questi divieti sono reiterati, come lo sono, ed estesi a tutti i tifosi. Se privare del supporto della propria gente una squadra è un fatto perlomeno imbarazzante, lo è ancor di più dal punto di vista dei diritti di un cittadino. Il dato di fatto è ineluttabile: in una Nazione "civile" si vieta ad un libero cittadino di circolare liberamente e di assistere pagando, ad una manifestazione sportiva. Nella stessa Nazione lo stesso metodo non viene adottato in altri contesti sociali dove si verificano altrettanti episodi spiacevoli. Come pure in questi giorni si è potuto constatare che in questa Nazione è "normale" vedere sulle poltrone del Parlamento personaggi vicini a boss della mafia (non illazioni, ma realtà). La rovina dell'Italia? Sempre gli ultras.



COSTITUZIONE ITALIANA - Principi fondamentali

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.

Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.

Art. 16.
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale.

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categorie: calcio marcio