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giovedì, 25 settembre 2008

La resa dei conti

C'è poco da commentare. Quello che si può sottolineare è il costante accanimento a determinate latitudini, a maggior ragione se dovessero emergere altre assoluzioni.



da Lecceprima.it


Lecce: quindici gli ultrà sotto processo. Un proscioglimento

Finiscono sotto processo quindici supporter del Lecce, che farebbero parte del cosiddetto gruppo di tifosi, denominato “Ultrà Lecce”. M. V., 32enne di Lecce e Y. P., di 21, residenti nel capoluogo, hanno patteggiato la pena a sei mesi di reclusione, mentre V. B., 34enne di Presicce, è stato prosciolto per il non luogo a procedere e S. M., di Lecce, è stato completamente prosciolto. In quindici, invece, dal prossimo 11 novembre dovranno comparire davanti ai giudici della seconda sezione penale. A. D.M., 33enne di Lecce, M. C. di 32 e R. O., 37enne di Morciano di Leuca, secondo le indagini, durante la partita di campionato di serie B 2006-2007, Lecce-Piacenza, mediante minacce e violenza, avrebbero condotto gli spettatori dell’anello superiore della curva Nord ad abbandonare il proprio posto a sedere indicato nel biglietto di accesso, istigando pubblicamente i tifosi alla disobbedienza delle leggi che regolano l’ordine pubblico.

Sempre secondo le accuse, M. V., S. M., S. S., T. C., G. S., Y. P., R. D., M. Q., A. B., S. L. e A. C., nel pre-partita di Lecce-Bari, valevole per il campionato di serie B, il 16 dicembre scorso, avrebbero raggiunto l’area sud dello stadio “Via del Mare” dove stazionavano i tifosi biancorossi e avrebbero lanciato all’indirizzo delle forze dell’ordine pietre, bottiglie di birra ed altri oggetti contundenti. E. F., 25enne di Lecce, invece avrebbe lanciato all’interno del terreno di gioco nel corso del match Lecce-Treviso un fumogeno. M. C. e A. D. M. sono stati invece prosciolti dall’accusa di aver reso difficoltoso il proprio riconoscimento coprendosi il volto mediante l’uso di sciarpe e cappucci. I rinvii a giudizio sono stati disposti dal Gup del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro su richiesta del pubblico ministero Marco D’Agostino. Il ministero dell’Interno e l’Unione Sportiva Lecce, nel processo, non si sono costituiti parte civile. Il pool di avvocati è composto dai legali Giuseppe Milli, Andrea Sambati, Angelo Benedetto e Fabio Valenti.

Un proscioglimento, dunque, ed è quello del leccese S. M. L’avvocato Giuseppe Milli, a tale proposito, ha voluto chiarire alcuni passaggi. “Già Il Tar nel novembre del 2007 aveva ridotto, nel caso del signor Melli, la sanzione del Daspo da tre anni ad uno (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4808). Ora in istruttoria è stato disposto il non luogo a procedere. Se si fosse agito nell’immediato contradditorio, con il rito direttissimo, come peraltro previsto dalla legge, non si sarebbe avuto oltre al danno, anche la beffa. Il signor M., professionista affermato e conosciuto in città, è stato messo alla gogna ed esposto al pubblico ludibrio, comparendo su giornali e televisioni, quando la sua estraneità ai fatti sarebbe potuta emergere fin da subito. Invece, anche con la pena alleggerita - prosegue il legale -, per un anno è stato costretto a presentarsi in questura perché sottoposto al divieto di accesso agli stadi con all’obbligo di firma. Si è dovuto recare anche a Ferragosto ad apporre la firma, con pregiudizio della sua libertà personale. Ed è questo l’aspetto più vessatorio. Senza considerare che ha dovuto spendere soldi per difendersi in sede penale e proporre ricorso in quella amministrativa: parcelle di avvocati e 600 euro di bolli”.
postato da: casualupiae alle ore 17:35 | link | commenti
categorie: terraces
lunedì, 01 settembre 2008

I soliti guastafeste...

Eppure tra sorrisi smaglianti e toni trionfalistici si era riusciti in extremis perfino a regalare il calcio in tv a quei "pezzenti" che si ostinano a non elargire soldi a sky e alla banda Tonino Matarrese. Tutto era perfetto, tutto ovattato, tutto bello e tutti raggianti. Si era riusciti anche a far scomparire in silenzio il plurindebitato Messina (risaputo da almeno 3 anni...) aspettando che finisse in serie B in modo da non dare troppo nell'occhio e salvare l'onore del calcio italico. Tutto perfetto e immacolato insomma. In questo clima di festa e purezza, tra bottiglie di spumante e dirigenti elettrizzati, tra studi televisivi luccicanti e calciatori galvanizzati... ancora "loro", sempre i soliti a rovinare questo bellissimo inimitabile spettacolo. Monelli!


Violenza in Torino-Lecce, scontri tra tifosi. Nove leccesi denunciati

TORINO (31 agosto) - Nove tifosi leccesi sono stati denunciati, oggi pomeriggio a Torino, al termine della partita tra il Torino e il Lecce. Viaggiavano su un pulmino che trasportava petardi, chiavi inglesi, bottiglie di vetro vuote e un gancio traino. Il materiale è stato rinvenuto nel corso di una perquisizione dalla polizia, che ha anche sequestrato alcune dosi di hashish e cocaina. Prima della partita, dal pulmino perquisito i tifosi denunciati hanno lanciato un petardo verso un gruppo di tifosi del Torino, che hanno risposto con una sassaiola. L'intervento della polizia ha evitato lo scontro fisico tra i due gruppi.


Calcio, tifosi Napoli assaltano treno, fermato ultrà romanista

ROMA (Reuters) - Un centinaio di tifosi del Napoli si sono scontrati con i ferrovieri nella stazione del capoluogo campano oggi, nel tentativo di prendere un treno senza biglietto per andare a seguire la partita Roma-Napoli all'Olimpico.

I disordini alla stazione partenopea sono iniziati stamattina quando centinaia di tifosi del Napoli hanno cercato di salire su un treno senza sottoporsi ai controlli di biglietteria. La tensione è aumentata quando "un folto gruppo, privo del biglietto di viaggio, ha tentato di salire in treno dopo aver forzato i cordoni di controllo predisposti dalle Ferrovie dello Stato, in stretta collaborazione con le Forze dell'ordine", scrive Trenitalia in una nota. Nei tafferugli sono rimasti contusi quattro dipendenti delle Ferrovie.

La Prefettura ha quindi emesso un'ordinanza urgente prescrivendo, per motivi d'ordine pubblico, la partenza alle 12,29 del treno Intercity Napoli-Torino, con a bordo un migliaio di sostenitori del Napoli diretti verso la capitale. Forti le proteste dei passeggeri, che hanno lamentato davanti alle telecamere di non essere stati informati della cancellazione del viaggio. "Le intemperanze di molti tifosi hanno reso impossibile ogni tentativo del personale ferroviario per agevolare la partenza dei viaggiatori presenti a bordo muniti di regolare biglietto e anche il loro trasferimento su altri convogli", ha spiegato Trenitalia.

Un tifoso romanista di 21 anni è invece stato fermato a Roma mentre cercava di disfarsi di un martello di ferro, con testa cilindrica, del peso di circa 800 grammi, ha riferito la Questura. L'arresto è avvenuto sul Lungotevere Maresciallo Diaz, sulla scarpata a ridosso del Tevere, al lato del Ponte Duca d'Aosta.Le forze dell'ordine avevano intensificato i controlli in occasione delle partite di oggi, che con gli anticipi di ieri segnano l'avvio del campionato di calcio, per evitare il ripetersi di atti di violenza tra le tifoserie.


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categorie: terraces
mercoledì, 25 giugno 2008

Vecchio stile

Non sarà piaciuta a molti la notizia del passaggio in mano ai cinesi della Sergio Tacchini, primordiale e attuale punto di riferimento dei casuals di tutta Europa, britannici su tutti.








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categorie: terraces, ultras life
venerdì, 30 maggio 2008

Memoria Heysel

23 anni dopo la tragedia dell'Heysel, torna prepotente il ricordo e la rabbia di quanti hanno visto o vissuto quell'incredibile e drammatica pagina di calcio. Tragedia messa frettolosamente da parte da quanti hanno avuto gravi responsabilità su quanto avvenuto, con la complicità di chi, senza vergogna, ha permesso che si giocasse e si esultasse per quella coppa di sangue. Senza alcun rispetto per  vittime e dolore della gente. Una delle pagine in assoluto più tristi e vergognose del calcio. E se sono tanti i tifosi della Juventus che chiedono di restituire quella coppa, si spera che chi sguazza nel calcio italiano metta in pratica quanto richiesto, dando finalmente un segnale di dignità e di rispetto.







Tratto da spazioinwind.libero.it/solegemello

Ci sono state vittorie che hanno gonfiato il petto di noi tifosi e vittorie che ci hanno fatto venire la voglia di superare lo snobismo con il quale abbiamo festeggiato molti scudetti; ci sono state vittorie sul filo di lana e vittorie immeritate; vittorie all’ultimo secondo e vittorie già scritte: tutte queste fanno parte, con le sconfitte, della nostra storia.                                                                         
Avevo tredici anni quel giorno e lo ricordo molto bene perché, davanti al televisore, ero arrabbiato per il fatto che la partita sarebbe iniziata con notevole ritardo. Ricordo bene l’orologio che continuava ad andare avanti e la luce del sole, piano piano, lasciava la scena a quella dei lampioni e le immagini cominciavano ad essere sempre meno sportive. Ricordo di avere detto, a me stesso,  “Anche se dovesse iniziare fra due ore… almeno che vinca la Juventus…”. Ancora oggi sento che quella frase, se pur detta dal bambino di tredici anni che ero, stona nella coscienza dell’uomo che sono e me ne faccio una colpa perché credo che quella frase raccogliesse quello che noi tutti tifosi Juventini eravamo e volevamo allora: vincere, senza preoccuparci delle immagini che cominciavano a farci capire che si stava consumando una tragedia. Solo dopo qualche ora si ebbe la certezza che non era più una partita di calcio: ormai però si stava giocando e noi volevamo vincere quella coppa. Il rigore, l’esultanza, i festeggiamenti e tutto quello che avrebbe dovuto essere normale aveva un significato d’orrore e d’ingordigia non solo sportiva, perché non si poteva fare finta di niente.        
Ho letto e visto molto di quella sera ma per noi tifosi della Juventus “Heysel” non è il 29 maggio 1985 ma è ancora oggi, giorno dopo giorno, nei discorsi di chi ne parla e nelle testimonianze di chi lo ha vissuto, nei giocatori che raccontano e negli almanacchi che contano due coppe vinte.
Ed è per questo che urlo che quella coppa non la voglio.                                                                 
Abbiamo vinto una Coppa dei Campioni e campioni non lo siamo stati: perché non siamo stati capaci, l’indomani della partita, di prendere la coppa e, andando all’UEFA, di restituirla (dico restituirla perché purtroppo l’abbiamo vinta); e così incapaci lo siamo stati per ventidue anni e continuiamo ad esserlo ogni giorno che un padre di una delle persone morte lì in Belgio pensa al figlio con il quale non può più parlare, lo siamo ogni volta che una moglie deve spiegare al figlio che suo padre è morto per guardare una partita di calcio, lo siamo ogni volta che ci sentiamo di aver vinto due Coppe dei Campioni. Una Coppa dei Campioni non significava solamente la finale, era un percorso che iniziava due anni prima e che arrivava a scegliere le migliori squadre dell’Europa non ancora devastate da sponsor e televisioni e la Juventus quella finale l’aveva meritata ampiamente e, forse, quella coppa l’avrebbe vinta ma non così, non in quel modo e soprattutto facendo finta di niente.
La dirigenza di oggi può fare qualcosa di concreto: restituire quella coppa.

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categorie: terraces
giovedì, 15 maggio 2008

Let em come!

Folklore  e  goliardia  d'Oltremanica:  Millwall!

postato da: casualupiae alle ore 18:48 | link | commenti (2)
categorie: terraces